Archivio per 'luglio, 2009'

Restauro RCA Superette R8 – 1931

De Poi | 31 luglio 2009 21:55

RCA Victor - Superette R8Il restauro che mi accingo a descrivere riguarda una radio della mia collezione: ogni tanto capita di fare qualche intervento per il puro piacere personale e per riportare in vita qualche cimelio, tra gli innumerevoli che giacciono sugli scaffali costretti ad una lunga attesa per mancanza di tempo. L’esemplare in questione è il modello Superette R8 dell’americana RCA Victor (Radio Corporation of America), azienda che non ha certo bisogno di presentazioni, in quanto autentica pietra miliare della storia della radio, titolare di fondamentali brevetti come la Supereterodina, la Modulazione di Frequenza, ecc.
Si tratta di un ricevitore soprammobile in legno, con andamento verticale (tombstone) e decorazioni in stile gotico a ricordare l’andamento delle chiese (da cui il soprannome “cattedrale” attribuito a questo tipo di modelli). Con la sua imponenza, la raffinatezza realizzativa e le caratteristiche tecniche, l’apparecchio può essere ascritto ai ricevitori di classe alta, ed in effetti ha tutte le caratteristiche di una radio a console (numero di valvole, sensibilità potenza, peso), inserite in un mobile da tavolo. Lo spot per il modello R7, da cui questo deriva, recitava infatti : The smallest great radio.
Dal punto di vista tecnico la radio è una supereterodina a 8 valvole, con stadio amplificatore a radio frequenza, oscillatore separato realizzato tramite triodo, due stadi amplificatori a media frequenza (IF = 175 kHz), controllo automatico di volume (AVC, una delle prime ad avere questo dispositivo) realizzato tramite triodo, stadio finale in classe A realizzato tramite pentodo UX247 e accoppiato in ingresso e in uscita tramite trasformatori (che contribuiscono al notevole peso dell’apparecchio).
Interessante notare che questo modello utilizza lo stesso telaio del precedente modello R7 (commercializzato anche in Italia dalla CGE), il quale non era dotato di AVC ed aveva lo stadio finale in push-pull realizzato con due UX245: per mantenere lo stesso numero di valvole, è stata eliminata una delle due finali, montando al suo posto la valvola UX227 per l’AVC e realizzando il finale con una sola valvola pentodo.
I filamenti delle valvole sono a 2,5 volt, a differenza della UX280, che lavora a 5 volt. Il triodo AVC ha un avvolgimento separato a causa delle tensioni che verrebbero a crearsi tra catodo e filamento se quest’ultimo fosse in parallelo alle altre valvole.RCA Victor - Superette R8 - chassis

Il restauro di questo esemplare è stato particolarmente semplice, in quanto è bastata la sostituzione dei condensatori elettrolitici (peraltro già sostituiti negli anni 30), operata facendo in modo di mantenere l’aspetto originale del telaio, per ridare voce a questo autentico gioiello del passato. Non si è neppure posto il problema dei soliti condensatori in perdita tra lo stadio preamplificatore e la valvola finale, in quanto in questo apparecchio il disaccoppiamento tra i due stadi è ottenuto tramite trasformatore. Durante le operazioni di riparazione e ripulitura ho notato che il trasformatore era stato già sostituito in passato, probabilmente negli anni 30, in quanto mentre l’originale era avvitato sul telaio con i lamierini in posizione orizzontale quello presente nel telaio è disposto in verticalmente, così che ostacola leggermente l’ingresso del telaio nel mobile: era infatti montato leggermente inclinato per non interferire con gli altri organi.
Ho anche sostituito il potenziometro del volume, non originale, con un “ricambio originale” proveniente da un apparecchio rottamato da un amico collezionista: avrei ritenuto superfluo tale intervento, se non fosse che tale strumento, prodotto dalla Hammalrund, ha all’interno un curioso meccanismo di demoltiplica ad ingranaggi.
L’unica licenza alla filosofia del mantenere il più possibile l’originalità dei “pezzi” è stata la rimozione in sicurezza di una striscia di amianto posto nel mobile in prossimità delle valvole finale e raddrizzatrice, per evitare qualsiasi rischio di contaminazione futura dal pericoloso materiale.