Riparazione di una Radio Magnadyne S41

De Poi | 1 maggio 2011 21:15

Della serie: se non sono impegnative non le vogliamo. Anche questo intervento, una radio Magnadyne S41 Serie Transcontinentale, è parso molto challenging già ad una prima ispezione, dopo aver tolto il cartone posteriore all’apparecchio. Essendo un ottimista ho comunque accettato la sfida e portato sul tavolo da lavoro il pezzo.
Il brutto, ovvero la presa coscienza della reale difficoltà dell’intervento, è emerso solo dopo quando, estraendo lo chassis dal mobile sono fuoriusciti in quantità resti di nidi di roditori che avevano scelto come dimora il prezioso telaio.
Quando questo avviene è quasi sempre una sciagura, in quanto i topi sono molto ghiotti dei fili elettrici, dei condensatori, e questo non sarebbe al limite un cosa troppo grave, ma anche del cartone dei trasformatori e soprattutto delle bobinette di sintonia.

Non mi stanco di ripeterlo, queste bobine sono il vero cuore della radio: quasi tutto il resto può essere sostituito con ricambi, ma non esse in quanto sono costruite specificamente per ciascun modello, e da esse dipendono le frequenze coperte nelle varie gamme d’onda, la loro distribuzione sul quadrante, ecc. In caso di distruzione, ricalcolarle e riprodurle è nella maggior parte dei casi troppo oneroso.

Ad un primo esame le bobinette apparivano fortunosamente intatte, e così, abbastanza tranquillo mi misi pazientemente a riparare il resto: cominciai con una buona pulizia del telaio, il quale, avendo ospitato una colonia di simpatici animaletti non brillava certo di nettezza. Ultimata la pulizia procedetti allo snervante lavoro di sostituzione di tutti i fili costituenti il cablaggio i quali, come in tutte le Magnadyne che si rispettino, erano in gomma andata completamente sfaldatasi con gli anni.
Terminato anche questo fastidiosissimo mestiere intrapresi la riparazione vera e propria: sostituzione della raddrizzatrice (80), completamente in corto e “scoppiettante”, sostituzione degli elettrolitici e dei condensatori di disaccoppiamento “critici” (ovvero quelli che disaccopiano un elettrodo ad alta tensione da uno a bassa tensione, un esempio per tutti: il solito placca del tubo Pre – griglia del Finale, SEMPRE in perdita).
Ultimato anche questo intervento routinario, dopo aver ben pulito e oliato commutatori, potenziometri, variabile ecc.ecc., provai a dare tensione e, ovviamente…la sezione audio funzionava, la radio no.
Questo, nel caso di questa radio, è già un bene, dato che lo stadio audio è costituito dalla rara valvola WE13, costituita da un triodo + pentodo finale, simile alla ECL11 ma con altro zoccolo.

Il mancato funzionamento radio era su tutte le gamme d’onda: il primo pensiero è andato alle due prime valvole (WE20, 6BN8-G) che però alla prova risultavano efficienti.
E a questo punto entrano in gioco i simpatici animaletti dentuti: ad un controllo con l’ohmetro, le bobine di antenna, e quelle di oscillatore delle OC risultavano aperte. Ad un’ispezione maggiormente accurata, risultavano letteralmente “mangiati” i fili che dai suddetti avvolgimenti conducevano al commutatore d’onda.
Dopo aver tentato invano di saldare dei sottili fili di rame ai monconi che a malapena spuntavano dalle spire, resomi conto che non facevo che peggiorare la situazione, dovetti armarmi di pazienza e smontare le bobinette dal gruppo di sintonia. Operazione non agevole in quanto le stesse, essendo in poliestere, erano fuse a caldo sul gruppo. Alcune foto illustrano le operazioni. Per ripristinare le connessioni, dopo essermi ovviamente appuntato lo schema dei collegamenti, ho saldato dei sottili fili di rame ai monconi dei collegamenti originali mangiati dai topi (in qualche caso ho dovuto srotolare qualche mm di spira): dato che si tratta di filo “litz”, è stato necessario rimuovere lo smalto (con l’ausilio della fiamma di un accendino), la giunzione col nuovo filetto di rame è stata ottenuta arrotolando quest’ultimo a spirale, inserendo il litz all’interno e stagnando il tutto. Senza questo accorgimento la saldatura non è sicura. Uno strato di guaina termorestringente completa il tutto.

Sinceratomi della continuità elettrica di tutte le bobine, provai ad accendere: ora l’altoparlante emetteva sì dei suoni in corrispondenza delle stazioni, ma questi suoni non erano che fischi, sibili e ululati.

Ora, un problema comune a queste radio è che la schermature delle valvole europee (Philips e Telefunken) era realizzata mediante una vernice metallizzata conduttiva sulla parte esterna del vetro. Dato che la prima valvola (WE20, simile alla ECH3 ma con altra disposizione dei collegamenti) aveva perso tale strato, tentai di risolvere il problema avvolgendola con della stagnola (soluzione usata già all’epoca).
Ovviamente il problema persisteva, e quindi dovetti di nuovo mettermi alla ricerca guasti: anche qui mi sovvenne il secondo problema tipico delle Magnadyne: i condensatori che “si aprono”. E non intendo elettricamente, ma che si aprono proprio nel senso che l’involucro si spacca in due o più parti…
Osservando meglio, infatti, quasi tutti i condensatori “Ducati” con l’involucro nero e l’etichetta rossa erano spaccati e quindi non più funzionanti. Proceduto alla loro sostituzione, la radio, direi “finalmente”, riprese a funzionare.

Dovetti sostituire una resistenza di grosso valore nel circuito CAV, un ulteriore condensatore che sballava le polarizzazioni della WE13, e centrare il cono dell’altoparlante, per ottenere una radio che tornasse a funzionare degnamente, per la soddisfazione mia e del legittimo proprietario.

Una risposta a “Riparazione di una Radio Magnadyne S41”

Luciano ha scritto un commento il 23 novembre 2012

Buongiorno:
Sono alla ricerca della soluzione per una bobina d’antenna come da vostra foto ma a due avvolgimenti per radio Saba S-461GWK. I due avvolgimenti hanno le spire tutte attorcigliate, cadenti, a tratti tagliate impossibile ripararle.
Dove o come trovare (costruire!)una bobina uguale o equivalente, inserisco solo le misure L 45 mm diametro avvolgimenti 20 mm diametro tubicino 10 mm con foro 5 mm.
non essendo un tecnico, ma solo appassionato non sono in grado di dare altre informazioni.
Nel ringraziarla in ogni caso.
In attesa la saluto, luciano favaro

Desideri scrivere un commento?