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Diffidare dalle imitazioni :-D

Giovanni| 5 Ottobre 2007 22:08

Dato che non è la prima volta che qualcuno utilizza nostre foto per vendere su aste elettroniche (eBay), alcune piccole precisazioni sulla possibilità di utilizzo di immagini di questo sito.

Qualcuno sta vendendo in questa pagina il nostro magnetofono Geloso, e persino nelle condizioni antecedenti al restauro (pure la foto meno bella ha scelto!)

Ovviamente non siamo noi a venderlo (ho controllato ed il nostro magnetofono è ancora al suo posto dove era stato lasciato!), è semplicemente qualcuno che utilizza le nostre fotografie senza permesso.

Visto che forse questo venditore ebay non sa leggere, le immagini e i testi di questo sito sono disponibili con licenza Creative Commons (alcuni diritti riservati: libertà di copia se si cita la fonte).

Poiché non credo sia corretto vendere oggetti su eBay con fotografie di oggetti di altre persone, si consiglia di pensarci due volte prima di offrire a tale asta :-)

Grazie, Giovanni

Aggiornamento 6/10/07: eBay ha rimosso l’inserzione - si ringrazia l’assistenza clienti eBay per la tempestività. In allegato la schermata dell’inserzione.

Schermata falsa asta eBay

MySQL: modello di business del XXI secolo?

Giovanni| 3 Luglio 2006 14:50

L’azienda produttrice del database open source MySQL ha centinaia di dipendenti sparsi in diversi Paesi del mondo, collabora con la comunità open source per lo sviluppo del software e vende, anziché dei semplici prodotti software, prodotti più vasti comprensivi di soluzioni aziendali e supporto tecnico. Ma non ha una sede centrale o un quartier generale, eppure incontra notevole successo e l’interesse di imprese concorrenti più grandi. Sarà questo il modello di business del ventunesimo secolo?



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Museo Territoriale della Bassa Friulana (CID) - Torviscosa

Giovanni| 7 Maggio 2006 14:50

Anche questa domenica siamo andati alla scoperta di luoghi meno noti al grande pubblico, ma pur sempre di notevole interesse. E anche quest’oggi, il tempo è stato d’aiuto.

Abbiamo infatti visitato a Torviscosa il Museo Territoriale della Bassa Friulana, ospitato nel complesso architettonico del CID (Centro Informazione Documentazione) di quella che allora era la città della chimica. Vi si narrano, con l’ausilio delle più moderne tecnologie multimediali ma non dimenticando reperti e testimonianze d’epoca, la storia della nascita di Torviscosa (unica delle città, sorte nelle zone di bonifica, fondate per iniziativa privata durante il ventennio fascista), del fondatore Franco Marinotti e dei rapporti col fascismo, le attività di produzione (cellulosa e viscosa: dalla coltivazione della canna si otteneva questo tessuto, ritenuto importante per le politiche autarchiche) e la grande industria che ha a lungo operato nel complesso industriale di Torviscosa: la SNIA Viscosa.

Ci è stato concesso di visitare anche il complesso industriale, in rigoroso stile razionalista tipico di quegli anni. Non vi sono più attività della Snia Viscosa, coinvolta nel declino della grande chimica italiana. La Snia invece vi è ancora presente; operano ancora la Caffaro, la Spin Srl (Gruppo Bracco, produttrice di mezzi di contrasto per la radiologia), la Sapio e la Edison. Quest’ultima sta ultimando la messa a punto di una grande centrale termoelettrica (turbogas, 800MW) a sostituire la esistente centrale termoelettrica (nafta-carbone-idrogeno, 40MW) che abbiamo potuto visitare, in funzionamento (con impianti di produzione italiana risalenti ai primi anni ‘60: Tecnomasio Italiano Brown Boveri, Franco Tosi, Ansaldo).

Con la fine delle produzione della viscosa, la cui industrializzazione si è resa non più economicamente conveniente (per i costi della materia prima e per il suo trasporto, che ha reso necessaria la produzione vicino alle foreste; per la diffusione di tessuti alternativi come il nylon; per i problemi di inquinamento che comportava; ecc.), molte zone del complesso industriale sono state dismesse e rimangono inutilizzate. Benché non alla grandiosità del passato che lo stabilimento lascia immaginare, permangono ancora altre produzioni chimiche ed energetiche.

È stato un interessante e istruttivo percorso delle radici di Torviscosa, una città nata in funzione della fabbrica.

Casa delle Farfalle di Bordano

Giovanni| 5 Maggio 2006 13:35

In occasione del primo maggio, grazie al bel tempo, abbiamo preso parte alla prima tappa dell’Agritour a Castions di Strada, nella bassa friulana. Ottimo cibo (deliziosi formaggi, squisita macedonia, ecc. - forse un po’ discutibile l’idea di distribuire le trippe alle 10 e mezza del mattino), posti gradevoli. Da ripetere.Farfalla di Bordano
Essendo la tappa in pianura, il pomeriggio non eravamo stanchi, e siamo andati a visitare la Casa delle Farfalle di Bordano (UD): per l’appunto, “il paese delle farfalle”, dai mille murales a tema, nella cornice del monte San Simeone. Interessanti documentari sulle farfalle, una mostra su questi lepidotteri e, infine, le calde e umide serre che ripropongono il clima tropicale dal quale questi animali provengono: da tutti i continenti. I tanti uccelli esotici, rettili, pesci e anfibi completano questo piacevole piccolo ecosistema. Un piccolo Kew Gardens, ma dato che il tema non era la botanica ma l’entomologia, è stata una piacevole scoperta. Ho preso alcune foto (senza flash, rigorosamente vietato per non disturbare i “padroni di casa”, ovvero i piccoli animali), visibili nella galleria!

Come leggo su qualche blog (es.: questo e quest’altro), non siamo gli unici rimasti affascinati da questa mostra vivente.
Conclusa la visita, tranquilla passeggiata all’ombra degli alberi attorno al Lago dei Tre Comuni (o Lago di Cavazzo). Altro posto che andrebbe senz’altro maggiormente valutato.

Ubuntu Dapper Drake

Giovanni| 12 Aprile 2006 21:17

Ritornato in Italia, ho deciso di aggiornare il mio ubuntu64 alla versione in sviluppo Dapper Drake: ottimi miglioramenti nella performance, in particolare in fase di avvio, ma ancora alcuni problemini (es, problemi ai font o grafica che si corrompe dopo il salvaschermo, alcuni crash in thunderbird 1.5)… ma si tratta pur sempre della versione alpha 6 - gli aggiornamenti sono molti e frequenti.

Il problema della reperibilità di software nativo 64 bit rimane ovviamente (è il caso di skype, flash, realplayer, acrobat reader, alcuni codec video), quindi la fase di installazione richiede degli accorgimenti.

Per skype, ad esempio, è bastato (il supporto per le librerie 32 bit dovrebbe venir installato di default, almeno così è stato nel mio caso - se così non fosse,sudo apt-get install ia32-libs ia32-libs-gtk linux32)

  • scaricare il pacchetto deb precompilato per i386 da skype.com e installarlo con sudo dpkg -i –force-all ./skype_1.2.0.18-2_i386.deb
  • scaricare il deb di libqt3-mt sempre per i386 da packages.ubuntu.com e installarlo con sudo dpkg -i –force-all libqt3-mt_3.3.6-1ubuntu3_i386.deb
  • eseguire skype da riga di comando o dal menu Applicazioni.

Per firefox ho scaricato e installato la versione 32 bit da mozilla.org; per i plugin RealAudio, Flash, Java ho seguito il wiki FirefoxAMD64FlashJava. Ho completato scaricando e installando Adobe Reader 7. Tutto funziona più che bene!

Linux e facilità d’uso

Giovanni| 11 Febbraio 2006 00:32

Da qualche tempo nel mio portatile utilizzo Ubuntu Linux. Ho un portatile con processore AMD Turion a 64 bit, e pertanto decisi di utilizzare l’architettura x86_64 appieno. Ciò è possibile sia con Linux che con Windows, ovviamente, ma il portatile veniva venduto con Windows XP Home, 32 bit e non 64 bit (i driver asus 64 bit, tra l’altro, sono in versione beta).

Le mie precedenti esperienze di Linux coi portatili si erano rivelate snervanti. Farlo ‘girare’ per bene sui Thinkpad (quando erano ancora di marchio IBM, non Lenovo) Slackware richiedette una giornata di lavoro (sarò pignolo ma volevo vedere ogni cosa funzionante). Le cose andarono un po’ meglio quando installammo Suse nel Thinkpad, a parte i driver video (rigorosamente unsupported) e alcune cosette da installare a parte. Con altri portatili ho avuto problemi a rendere operativo il classico winmodem integrato.

Per questa volta decisi di provare Ubuntu 64 bit. Preferisco ancora l’interfaccia Gnome (benché il file selector sia molto scomodo) rispetto a KDE, inoltre ne sentii parlare bene. L’installazione è stata semplice (non installa grandi quantità di programmi, essendo basata su un solo cd, ma lascia la possibilità di scaricare i pacchetti aggiornati automaticamente via internet) e priva di difficoltà.

L’hardware è stato riconosciuto correttamente da solo: touchpad, schede di rete lan e wifi, sonoro, grafica, infrarosso, pcmcia, bluetooth, cpu scaling e power support. Come con suse, occorre scaricare a parte i driver grafici per avere l’accelerazione 3d (occorre pur essere in grado di argomentare che ci sono giochi carini in linux) - con la differenza che la procedura è automatica e ben descritta nel sito www.ubuntuguide.org o nei forum di www.ubuntuforums.org.

Ho aggiunto alcuni software di mio gradimento o necessità che non vengono caricati di default: mozilla thunderbird, teTeX, gtkam, beagle search.
Più per curiosità che per altro, ho poi aggiunto il modulo asus_acpi per il funzionamento dei pulsantini web, email, ecc e per vedere il led della nuova posta e del funzionamento wifi. Il sistema è sin qui ben funzionante senza particolari difficoltà.
La webcam integrata sopra il monitor lcd non sembra avere supporto in linux - non che ne faccia un grande uso, ma vivendo all’estero avrei potuto utilizzarla ogni tanto per mantenersi in contatto con le persone distanti. Pazienza.

Un’altra seccatura è data dal fatto che se non si collega il portatile alla rete locale benché questa sia collegata, ubuntu aspetta 30 secondi prima di passare oltre - occorre ridurre a mano il tempo del timeout se non si vuole buttar via tutto quel tempo ad ogni avvio. 30 secondi sono a mio avviso decisamente troppo, li ho ridotti a 5.

Fino a qui si può certamente dire che ubuntu si è rivelato semplice e funzionale, dall’interfaccia gradevole e con tutto il software strettamente necessario. L’aggiornamento dei pacchetti software avviene in modo davvero facile. Per le esigenze più comuni, però, occorre installare del software aggiuntivo (es, capacità di vedere dvd, divx e quant’altro) che viene escluso dal catalogo base dei pacchetti - a questo fine occorre aggiungere i cataloghi universe, multiverse e restricted nel file /etc/apt.list. Dei software non possono venir distribuiti nel catalogo base poiché hanno una licenza più restrittiva.
Come utente 64 bit invece ho riscontrato delle maggiori difficoltà: acrobat reader, real player, flash player e sun java non hanno plugin a 64 bit per mozilla firefox, e non è possibile eseguire plugin a 32 bit in emulazione entro il navigatore a 64 bit. Esiste una versione di java a 64 bit col plugin per il navigatore (non quella sun comunque), ma dopo aver navigato alcuni giorni senza flash (nell’attesa del flash player alternativo open source) e acroread, ho deciso che dovevo fare qualcosa ;-)
Ho installato l’emulazione per i 32 bit e le librerie a 32 bit, rimosso mozilla a 64 bit per mettere quello a 32 scaricato da mozilla.com. Installato anche acroread (non senza difficoltà) e flash, ora utilizzo firefox 1.5.0.1 a 32 bit ma con i plugin che necessitavo. La dotazione software ancora a 32 bit include skype e opera - speriamo di vedere presto questi anche a 64 bit.

Le maggiori prestazioni legate ai 64 bit hanno inoltre un rovescio della medaglia, rappresentato dal maggior utilizzo di memoria rispetto alle applicazioni 32 bit (anche in emulazione).

Tutto sommato, escludendo le difficoltà legate all’architettura 64 bit, ubuntu rappresenta a mio avviso un’ottimo prodotto sia per i nuovi utenti sia per chi, come me, utilizza linux da anni ma non ha più il tempo da perdere le giornate a configurare tutto a dovere ;-)

Migrazione al file system Reiser4 nella mia Slackware Linux

Giovanni| 20 Gennaio 2005 22:42

In seguito all’acquisto di un nuovo disco fisso, ho deciso di cambiare file system della mia Slackware Linux 10.0 al nuovissimo Reiser 4 FS!
Dato che per ora il kernel Linux ufficiale non prevede questo performante (finalmente ci si avvicina, a quanto dicono alcuni confronti, al JFS di IBM) file system, andiamo con ordine per vedere come si puo` fare.
PREMESSA
Ho sostituito il vecchio disco IBM da 3 miseri GB (ha fatto epoca) con un Maxtor 6Y120P0, ATA 120GB, 8MB Cache, ovvero uno abbastanza capiente supportato dalla mia vetusta scheda madre (Asus P5A) con i dovuti aggiornamenti al BIOS. Ho mantenuto invece il Quantum Fireball EX10.2A, contenente i sistemi operativi (Slackware Linux 10.0 e Windows XP Professional SP2).In linux il vecchio disco IBM era su hdb e utilizzato come “magazzino” musicale (mp3, video musicali); parimenti ho inizialmente impostato il nuovo da 120 gb come primary slave (e quindi hdb). Insomma:

Primary master (hda)

Secondary master (hdb)

Prima Quantum 10GB IBM 3GB
Dopo

Quantum 10 GB

Maxtor 120 GB
Obiettivo Maxtor120GB

Quantum10GB

Questo è quanto riporta fdisk sul Quantum riguardo la geometria delle partizioni:

Disk /dev/hda: 10.2 GB, 10262568960 bytes
255 heads, 63 sectors/track, 1247 cylinders
Units = cilindri of 16065 * 512 = 8225280 bytes

Dispositivo Boot Start End Blocks Id System
/dev/hda1 2 422 3381682+ 7 HPFS/NTFS
/dev/hda2 423 1247 6626812+ 5 Esteso
/dev/hda5 * 423 741 2562336 83 Linux
/dev/hda6 * 742 754 104391 82 Linux swap
/dev/hda7 * 755 1247 3959991 b W95 FAT32

L’obiettivo è quello di avere il disco nuovo da 120 GB come primary master (hda, C:) e quello vecchio come slave (hdb, D:). Quindi devo fare la copia del disco vecchio sul disco nuovo, per poi fare lo scambio.

COPIA DATI
Non volendo assolutamente reinstallare nulla, vedo se è applicabile l’utilizzo di Symantec Norton Ghost per fare una copia del disco mantenendo proporzionalmente le dimensioni delle partizioni, come usano i sistemisti universitari (come il sottoscritto) per il ripristino dei sistemi su hardware simili.
Symantec Norton Ghost però non supporta ReiserFS 3: eventuali tentativi di copia vengono bloccati.
Mi ricordavo di un prodotto simile della Powerquest: Drive Image. Chissa` se supporta ReiserFS? Toh: Symantec ha comprato Powerquest (tristezza, Powerquest mi stava simpatica da quando faceva il Partition Magic per OS/2) e la tecnologia di Drive Image e` stata utilizzata da Symantec per Norton Ghost 9.
Vabbe`, ci saranno prodotti simili che facciano cio`!
Partimage è la soluzione gratuita e open source: supporta ovviamente ReiserFS, ma il supporto NTFS e` ancora sperimentale.
Spulciando su groups.google.com, leggo che Acronis True Image v8.0 vanta un qualche supporto per ReiserFS 3! E ha persino la versione Linux! Mi decido a provarlo: la prima volta il programma si pianta; la seconda volta funziona, ma non mi permette di accrescere le dimensioni della partizione ReiserFS nel nuovo disco (insomma, fa una mera copia, senza un ridimensionamento proporzionale come volevo io). Seccante: le partizioni NTFS cosi` create monopolizzavano il disco nuovo, e la partizione Linux e quella Linux Swap avevano mestamente mantenuto le dimensioni originarie del vecchio disco (neanche 3 miseri GB).
OK, f****lo questi programmi, faccio da me.
Con qtparted, un clone gratuito di Partition Magic per Linux (ho dovuto installare con lui anche parted, linux-ntfs per ridimensionare le partizioni NTFS , e progreiserfs per quelle ReiserFS), ho ridimensionato le relative partizioni in maniera desiderata, dando a Cesare (cioe` Slackware!) quel che è di Cesare.
Ho mantenuto la medesima geometria delle partizioni, per non avere noie con linux (non ci sono scocciature particolari, se non qualche accortezza da prevedere: fstab, lilo.conf e altre cosette): insomma la partizione root, quella con il sistema operativo, era la quinta (hda5 sul disco piccolo, hdb5 sul disco grande). In tal modo sarebbe bastato ricaricare lilo col mio lilo.conf tramite un disco/cd linux avviabile una volta fatto lo scambio di disco.

Da ReiserFS a Reiser4
Già da tempo però mi girava il tarlo di migrare a Reiser 4 FS, che prometteva prestazioni migliori rispetto al vecchio ReiserFS 3, a ext2 e a ext3. Inoltre non si può, finora, convertire ReiserFS 3 in Reiser4: quindi col nuovo disco non rischio perdite di dati in caso di danni!.
Leggo cosa dice il sito degli sviluppatori di Reiser4 riguardo all’installazione: http://www.namesys.com/install_v4.html
Scarico il kernel più recente (Reiser4 funziona solo con 2.6.x); al momento Reiser4 non fa parte del kernel Linux ufficiale in quanto non ancora maturo. Occorrono - per ora - delle patch al kernel: io ho usato quelle presenti sul sito kernel.org, chiamate -mm.
Decompresso il kernel ufficiale, applicato la patch, aggiunto nella configurazione del kernel il supporto sperimentale al Reiser4 nella categoria File system (inserito come parte del kernel e non come modulo per mia comodità - non ho voglia di usare mkinitrd), compilato il tutto (ah, ho letto che andrebbe disabilitata l’opzione “Use 4Kb for kernel stacks instead of 8Kb” (4KSTACKS): io non l’avevo abilitata in precedenza, quindi non l’ho toccata e non ho approfondito l’argomento), caricato il nuovo kernel, lanciato lilo e riavviato: il kernel sul mio vecchio linux ora prevede Reiser4. Ma non basta.
Scarico quindi i piu` recenti reiser4progs (che richiede la libreria libaal), entrambi prelevabili da qui: reiser4progs permette di creare ed effettuare varie operazioni su partizioni Reiser4. Dato che sono stufo di perdere tempo, questa volta prendo i pacchetti precompilati per Slackware di www.linuxpackages.net .
In tal modo ho potuto creare (al posto della ReiserFS vecchia) una partizione vuota (hdb5) con Reiser4 sul nuovo disco:

mkfs.reiser4 /dev/hdb5

Dopo aver montato la partizione
mkdir /mnt/reiser4 ; mount /dev/hdb5 /mnt/reiser4 -t reiser4
ho preparato la nuova partizione creando in /mnt/reiser4 le directory dev , sys , proc.
Ho copiato quindi la partizione corrente di Linux del vecchio disco, col kernel che supporti Reiser4, sulla nuova partizione: basta una mera copia di tutte le directory che preservi gli attributi e che non copi i mount point. :-) Si puo` usare anche mc (midnight commander) all’uopo. Non serve copiare dev sys e proc: il sistema li ricrea all’avvio. Modifico il file fstab: la partizione / dovra` usare il file system nuovo, e quindi occorre specificare reiser4 anziché reiserfs:

/dev/hda5 / reiser4 defaults 1 1

Prima di procedere al cambio di disco, devo preparare un disco di avvio per lanciare lilo sul nuovo hard disk. Non avendo voglia di creare un disco avviabile di linux col supporto reiser4, mi copio il lilo.conf e la directory /boot in una partizione montabile anche da disco. Faccio in modo che la directory boot copiata su quest’ultima partizione (es: /mnt/prova) sia la /boot dopo aver caricato il dischettino avviabile (tramite mount –bind /mnt/prova/boot /boot), e carico lilo facendogli usare il lilo.conf del vecchio linux. Reboot, et voilà. Sono in Reiser4! Ricreo i mount point (me ne ero scordato), e comincio ad usare il nuovo file system.
Ecco l’output di fdisk sul nuovo disco:

Disk /dev/hda: 122.9 GB, 122942324736 bytes
16 heads, 63 sectors/track, 238216 cylinders
Units = cilindri of 1008 * 512 = 516096 bytes

Dispositivo Boot Start End Blocks Id System
/dev/hda1 1 107292 54066757+ 7 HPFS/NTFS
/dev/hda3 107292 238202 65978955 f Esteso
/dev/hda5 107292 168245 30720584+ 83 Linux
/dev/hda6 168246 170325 1048288+ 82 Linux swap
/dev/hda7 170326 238201 34209472+ b W95 FAT32

Si possono notare che le partizioni Linux hanno lo spazio desiderato: 30GB la partizione root, 1GB quella di swap.

Il comando mount riporta invece:

/dev/hda5 on / type reiser4 (rw)
proc on /proc type proc (rw)
sysfs on /sys type sysfs (rw)
/dev/hda2 on /mnt/c type ntfs (ro,umask=0,nls=iso8859-15)
devpts on /dev/pts type devpts (rw,gid=5,mode=620)
usbfs on /proc/bus/usb type usbfs (rw)
/dev/hda7 on /mnt/e type vfat (rw,noexec,nosuid,nodev,iocharset=iso8859-15,codepage=850,quiet)

ALTERNATIVA: COPIA DA PARTIZIONE A PARTIZIONE NELLO STESSO DISCO
Senza fare questa complessa copia da disco in disco, si può fare la copia da partizione in partizione:
si aggiunge il supporto reiser4 nel kernel, si crea la partizione reiser4, si copiano i dati come sopra, si modifica il etc/fstab della partizione reiser4, si aggiunge a lilo la nuova partizione da caricare in reiser4, si riesegue lilo, si carica il kernel della nuova partizione.

Foto Svezia sul sito di Quattroruote!

Giovanni| 24 Settembre 2004 20:08

Il sito Internet di Quattroruote (il secondo mensile d’auto più venduto in AttraversamentoItalia) ha pubblicato in prima pagina la mia foto foto dell’attraversamento pedonale e per gatti ad Uppsala! Qui si trova la nostra Galleria fotografica del viaggio in Svezia, dove conservo anche lo screenshot del sito per imperitura memoria.
La sezione del sito di Quattroruote è quella dedicata ai Reporter digitali. La foto che ho mandato è un dettaglio di quella che si trova nella galleria fotografica di www.depoi.net.

Screenshot sito Quattroruote con pubblicata mia foto di Uppsala