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Radiomarelli Tamiri – Atwater Kent 40 e Speaker Type E

Alessandro | 28 ottobre 2007 16:13

In galleria le foto di due apparecchi da poco restaurati (e contestualmente venduti): una Radiomarelli Tamiri e un’Atwater Kent 40 con relativo altoparlante esterno Type E.

Radiomarelli Tamiri

La Radiomarelli (Magneti Marelli) mod. Tamiri “Tipo 20″ è una radio prodotta dalla nota casa milanese nel 1934. Dal punto di vista tecnico l’apparecchio è un ricevitore supereterodina a 3 gamme d’onda(medie, lunghe, corte), dotato di 5 valvole di tipo americano (6A7, 78, 75, 41, 80). Il grosso altoparlante è di tipo elettrodinamico.
Il mobile è rivestito di un impiallaccio in radica, il cui andamento è spezzato da intarsi di legno più scuro.
Il frontale è caratterizzato dalla tela dell’altoparlante (nell’apparecchio della foto, la tela non è più quella originale, ma è stata sostituita negli anni) contornato da due scale parlanti in celluloide recanti le stazioni ad onde medie a destra ed onde lunghe e corte a sinistra, che si illuminano alternativamente a seconda della posizione del selettore di gamma. Nella parte bassa del frontale si trovano i comandi dell’apparecchio, costituiti da 4 manopole corrispondenti all’interruttore-controllo di volume, al controllo di tono, al commutatore di gamma e alla manopola di sintonia. Al centro è presente l’indicatore di sintonia a lancetta retroilluminato: si tratta di un milliamperometro posto in serie all’alimentazione anodica delle valvole di media frequenza, la cui corrente aumenta o diminuisce sotto l’effetto del controllo automatico di volume; in corrispondenza di un’emittente forte la tensione del controllo automatico di volume è alta e conseguentemente la corrente anodica è bassa, cui corrisponde una deviazione dell’indice.

Radiomarelli Tamiri

Radio Atwater Kent model 40 e altoparlante Type E Speaker

Si tratta di una delle prime radio ad alimentazione a corrente alternata dalla normale rete elettrica (come, per esempio, per altre radio americane della nostra collezione, la RCA Radiola 60, la Crosley Showbox 706 e la Atwater Kent 37), innovazione che contribuì alla diffusione su larga scala delle radioaudizioni. Questo modello risale infatti al 1928, un anno prima della Grande Depressione, e denota una ricerca della perfezione in ogni dettaglio, cosa che solo un anno più tardi verrà meno a causa della grave crisi economica e della contrazione dei consumi che spingerà alla economicità e semplicità della produzione di radio.

Il marchio di questa radio deriva dal nome del suo fondatore e presidente, Arthur Atwater Kent, che iniziò la produzione di radio nel 1921 fino a diventare il maggiore produttore mondiale dell’epoca grazie all’elevata qualità, all’affidabilità e alla ottima percezione del marchio presso i consumatori. La produzione di Atwater Kent fu relativamente breve, in quanto nel 1936 la domanda del mercato era ormai rivolta prevalentemente agli apparecchi di fascia bassa: per non entrare in competizione sul prezzo e non compromettere la reputazione del marchio, egli preferì chiudere la fabbrica e ritirarsi a vita privata.

La radio si presenta nelle forme di un cofanetto in robusto metallo (di dimensioni LxAxP: 45×18x26 cm), verniciato in due tonalità con il tipico smalto increspato, di color marrone metallizzato sul corpo e oro sul coperchio. Al centro di quest’ultimo è presente il logo in ottone dorato del marchio. Sollevando il coperchio si accede alla circuiteria interna e alle 7 valvole.
Come in una scatola cinese, l’alimentatore (che in queste radio è spesso soggetto a guasti di problematica risoluzione) è posto in un ulteriore contenitore metallico, anch’esso smaltato in due tonalità, provvisto di coperchio per l’accesso alla morsettiera dei contatti.

Il circuito è ad amplificazione diretta (TRF) a tre circuiti accordati; i condensatori variabili sono tre, comandati da una singola manopola graduata tramite cinghie in rame. Il controllo di volume corrisponde alla manopola destra e consiste in un reostato posto nel circuito d’antenna. L’apparecchio è provvisto di ben 7 valvole: 26, 26, 26, 27, 26, 71A, 80. Essendo un apparecchio di produzione americana, ha una tensione di alimentazione di 115 volt e necessita pertanto di un trasformatore per poterlo utilizzare sulla nostra rete elettrica. Riceve le onde medie.

L’esemplare in foto presenta circuito originale e, dopo il ripristino, perfettamente funzionante, e suona forte e chiaro con una normale antenna filare di 2-3 metri. Per l’audizione necessita di un altoparlante esterno: in questo caso, la radio era abbinata all’altoparlante Atwater Kent Type E. L’altoparlante “Type E Speaker” ha una struttura in solido metallo verniciato in due toni di marrone con il tipico smalto martellato. Ricorda vagamente le forme di un fiore stilizzato, con il logo in ottone al centro della corolla. Il cono è in cartoncino nero con la bordatura in feltro rosso. Il diffusore è di tipo “a spillo”, altrimenti detto a ferro mobile o magnetico.
Questo modello veniva prodotto in più varianti di colore (marrone, oro, nero e verde) per accompagnarsi ai diversi modelli di radio commercializzate dalla casa.

Radio Atwater Kent 60 + Speaker Type E

Restauri del mese: Zenith Transoceanic e Kennedy K445

Alessandro | 27 settembre 2007 21:33

Alcuni degli ultimi restauri di settembre:

Zenith Transoceanic

Radio Kennedy K445

Nuove foto della collezione

Alessandro | 16 giugno 2007 15:02

Un po’ di nuovi apparecchi (funzionanti) della nostra collezione nella galleria fotografica. Qualche radio italiana:

Radio Lambda 325B-M Radio Lambda 325B-M

Inoltre un paio di restauri di nostri apparecchi:

radio Philips 944A Radio Philips 944A

 

Radiomarelli Targelio, nuove foto

Alessandro | 15 maggio 2007 22:27

Un veloce aggiornamento: in galleria le foto della Radiomarelli Targelio riparata recentemente.

Radio Marelli Targelio

Inoltre, della nostra collezione, un ricevitore a galena prodotto attorno al 1925 dalla casa tedesca Friho (Monaco di Baviera) per il mercato italiano, un altoparlante Crosley Dynacone Type F (al momento sto restaurando la radio che l’accompagnava, una Crosley Showbox 706 del 1928), la radio a transistor Voxson Sportsman 60 mod. 728, e altro ancora.

Qualche aggiunta anche al compro/vendo, in particolare cerco il mobile della radio Philips 428A anche se in cattivo stato e senza fregi, tela, scale, manopole.

Restauro Phonola 563 Castiglioni

Alessandro | 30 marzo 2007 22:43

Ho finalmente concluso con la Phonola 563. Radio nota, non mi dilungo troppo su di essa (evoluzione del modello 547, design Castiglioni e Luigi Caccia Dominioni, uno dei più noti esempi di design industriale italiano).

Radio Phonola 563 Castiglioni

La radio in questione era stata alquanto manomessa sia meccanicamente che elettricamente. Esternamente era stata riverniciata, e la successiva sverniciatura ha lasciato qualche segno sulla bachelite. Non aveva più un tastino delle stazioni presintonizzate, né la scala parlante (un pezzo di cartone verniciato al suo posto), l’indice di sintonia, il coperchio di celluloide della scala parlante.

Internamente le condizioni erano peggiori. Ad esempio era mancante la staffa che sosteneva l’altoparlante e il trasformatore di alimentazione, il quale era soltanto appoggiato (e si muoveva quasi liberamente). L’altoparlante non era più il suo originale (ma un ricambio proveniente da un apparecchio americano), e peraltro era quasi senza cono. Anche questo era scollegato e soltanto appoggiato dentro il mobile: probabilmente l’originale si era guastato e un precedente riparatore si era procurato un ricambio scegliendone uno avente diametro simile e la stessa impedenza di campo, ma con ingombri leggermente diversi cosicché si vide costretto a togliere la staffa che sorreggeva il vecchio, lasciando così anche il trasformatore privo di sostegno. Ad ogni modo ho ricostruito un nuovo supporto in alluminio su cui fissare il trasformatore e, a riparazione ultimata, l’altoparlante. In sostituzione dell’altoparlante non originale in pessime condizioni, ho trovato uno dello stesso diametro proveniente da un’altra radio che ho provveduto a montare in sostituzione dell’altro (anche questo non è originale, come si vede nelle foto finali).

Telaio Phonola 563 Radio Phonola 563 - telaio

In secondo luogo, un altro riparatore, evidentemente spaventato dalla complessità del circuito, ha pensato di semplificare il tutto togliendo buona parte dei condensatori e delle resistenze che si trovavano in quel riquadro situato tra gli zoccoli delle quattro valvole octal. In base allo schema (ringrazio le persone di aireradio.org, leradiodisophie.it e radiomuseum.org per l’interessamento nel reperire le informazioni tecniche) ho ricostruito il circuito manomesso dal riparatore “creativo” con componenti nuovi e affidabili. Inoltre mancavano le due induttanze che sono in serie all’alimentazione di rete e che permettevano alla radio di funzionare senza antenna, usando un capo della rete elettrica come sorgente del segnale: probabilmente una volta durante la vita della radio uno dei condensatori dell’alimentazione è andato in corto facendo cadere tutta la tensione anodica sulle due bobine le quali sono così andate letteralmente in fumo.

E’ stato necessario cambiare la fune della scala parlante: ho creduto di impazzire, comunque dopo due ore e mezza di improperi ce l’ho fatta :-) Anche il commutatore d’onda era privo della sferetta che lo faceva scattare e non era allineato coi tasti, comunque è stato abbastanza facile sistemarlo.

Ricostruito il circuito manomesso ho provato ad accendere la radio e ovviamente nulla accadde.Dopo avere pulito l’interruttore d’accensione che era interrotto e ridato tensione all’apparecchio solo tre valvole si sono accese: provate col tester, due valvole avevano il filamento interrotto. Sostituite le valvole la radio ha cominciato a ronzare e, iniettato un segnale in bassa frequenza (audio), lo ha riprodotto forte e chiaro, segno che il lavoro fatto era corretto. Purtroppo però la parte radio era muta e così è cominciata una faticosa ricerca di guasti che sembrava una vera fatica di Sisifo: problema tipico di tutte le Phonola, i trasformatori di media frequenza erano completamente starati a causa dell’avarìa dei condensatori a mica. Avendo proceduto non senza fatica alla riparazione e alla taratura a 470 kHz delle medie frequenze (erano tutte e quattro difettose) tramite l’oscillatore modulato collegando dei condensatori in parallelo a quelli guasti, la radio seguitava a non funzionare, nonostante ora captasse qualche disturbo, segno che ormai ero a buon punto (o almeno così pensavo). Ho quindi provato col capacimetro tutti i condensatori a mica della parte a radio frequenza, trovandone uno guasto. Dopo averlo sostituito è accaduto che: in Onde Corte si captava bene ma a basso volume, in onde medie si ricevava a pieno volume ma con fischi di reazione tra le varie stazioni. Per le onde corte il problema si è rivelato essere la bobina d’antenna interrotta, probabilmente a causa di un cortocircuito tra l’antenna e la rete elettrica. Una volta riparata, l’apparecchio ha cominciato a funzionare bene in onde corte.

Non è stato altrettanto facile per le onde medie. Ho potuto verificare con la tabella delle tensioni che esse erano regolari, la causa dei fischi era uno dei condensatori a mica dell’oscillatore che avevo già sostituito ma, seguendo lo schema della 547, con uno di valore diverso. Appurato che le tensioni e tutto il resto erano a posto ho ricontrollato i lavori che avevo fatto trovando appunto il difetto, poi la ho tarata e ora andava perfettamente. Fino a quando non si è guastata una delle famigerate medie frequenze Phonola, che pure avevo già controllato e tarato a 470kHz: uno dei condensatori a mica ha deciso di cambiare capacità senza apparente motivo, mandando fuori frequenza di risonanza il circuito accordato.

Una volta verificata la ripristinata funzionalità dell’apparecchio, ho fissato l’altoparlante sulla ricostruita staffa di alluminio.

Per il tasto, la scala, il coperchietto della scala mancanti sono state effettuate delle riproduzioni fedeli. Se servisse, qui di seguito c’è la scansione della scala parlante riprodotta. L’indice è stato rifatto con un filo di rame rigido dipinto di nero.

Scala Parlante radio Phonola Castiglioni 563

Il risultato finale è questo (si può notare l’altoparlante non originale, eventualmente verrà coperto con stoffa nera, e l’indice di sintonia non proprio uguale a quello di un tempo):

Radio Phonola 563 CastiglioniRadio Phonola 563 Castiglioni - con custodia Cartone posteriore

Restauro Crosley 148 e radio italiana autocostruita

Alessandro | 3 marzo 2007 13:51

Nella galleria foto, due restauri effettuati recentemente. Spero nei prossimi giorni di completare un ripristino alquanto difficile e impegnativo, Phonola 563 “Castiglioni” (se qualcuno avesse per caso lo schema, nel frattempo, ne avrei bisogno – dato che quello del simile mod. 547 è differente proprio dove ne mi serviva :-) . Inoltre, due radio della collezione: una radio italiana a cupola Telefunken 540 del 1932 (abbastanza inusuale, in quanto monta insolite valvole Telefunken ma di tipo americano) e una Philips 2531:

Radio Telefunken 540 Radio Philips 2531

Crosley 148 Fiver: Radio a chiesetta del 1932, modello Fiver 148, prodotta dalla famosa casa americana Crosley.
Si tratta di una supereterodina per la ricezione delle onde medie, monta 5 valvole (58, 58, 57, 42, 80), di dimensioni compatte (LxAxP: 35 x 28 x 20 cm). Dispone dei comandi interruttore-volume e sintonia, il potenziometro del volume agisce sul circuito d’antenna, la sintonia agisce direttamente sull’asse del condensatore variabile senza demoltiplica, come avveniva negli apparecchi più vecchi. L’altoparlante è di tipo elettrodinamico e prodotto dalla Magnavox (come per le prime Phonola).
Ad eccezione di alcuni condensatori in perdita e un paio di resistenze interrotte che sono stati sostituiti in quanto quasti, delle valvole e degli schermi che mancavano, la radio è interamente originale e perfettamente funzionante.

Prima e dopo il restauro:
Crosley 148 - prima del restauro Crosley 148 - prima del restauro
Crosley 148 Fiver Cathedral radio Crosley 148 Fiver Cathedral radio

Radio (probabilmente) autocostruita italiana anteguerra: supereterodina a 5 valvole (ECH4, 6K7G, 6Q7G, 6V6G, 5Y3G) a tre gamme d’onda (medie, corte 1 e corte 2) con presa per il rivelatore fonografico. Utilizza componenti Ducati e Geloso.
Ha i seguenti controlli: interruttore-volume, tono, sintonia, cambio gamma.
Il telaio è interamente in alluminio e si presentava molto pulito e lucido, nonostante qualche piccolo segno di ossidazione. Sopra il telaio sono presenti ancora gli elettrolitici originali, di cui due in scatoletta di cartone marcati Geloso, un altro tubolare in alluminio. Sono stati scollegati ma lasciati al loro posto per non compromettere l’originalità dell’insieme.
L’altoparlante è di tipo elettrodinamico, fortunatamente il cono era in perfette condizioni. Il cestello è curiosamente in cartone pressato, similmente a quanto avveniva nei ricevitori popolari tedeschi (DKE 38).
Il mobile è in robusto legno pieno con impiallacciatura in noce (dimensioni LxAxP: 66 x 34 x 26,5 cm). È stato restaurato mantenendo l’aspetto originale, e si presenta in perfette condizioni. Le manopole sono quelle che montava originalmente.
Le stazioni italiane sulla scala parlante sono evidenziate in colore rosso, e tra esse appaiono anche Tripoli e, curiosamente, Lubiana: ciò indica che la radio è stata prodotta durante il regime fascista.
Dopo il restauro, la radio funziona perfettamente con buona fedeltà e sensibilità.

Prima:

Radio autocostruita (componentistica Ducati e Geloso) - prima del restauro

Dopo:

Radio autocostruita (componentistica Ducati e Geloso)

Nuove foto e sezione restauri

Alessandro | 14 gennaio 2007 23:12

Ho aggiunto alcune foto:

Purtroppo non ho il tempo di fare un restoration log (diario dei restauri) al momento… Le informazioni tecniche degli apparecchi vengono invece inviate sempre su radiomuseum.org.

Edit 22/1/07: Aggiunto Marelli Coribante (nelle foto, prima del restauro della parte elettrica), altoparlante RCA Loudspeaker 103 e RCA Radiola 17 appena restaurata.

Radiomarelli Coribante

Rimozione ruggine dai telai delle radio

Alessandro | 22:50

Ho ricevuto questa domanda via email, la mia risposta segue con la speranza che qualcuno aggiunga qualche consiglio e le proprie esperienze nei commenti.

Gentile De Poi,
le volevo chiedere cosa usa per togliere la ruggine dalle radio.
L’ ultima che ho acquistato è tutta arrugginita e non vorrei fare guai.

Salve Antonio,
nelle radio che mi è capitato di aggiustare, talvolta per ripulire lo chassis molto sporco o arrugginito ho trovato utile il lavaggio con acqua e detersivo (o altri prodotti sgrassanti). Naturalmente bisogna stare molto attenti (e se c’è il dubbio che si possano fare danni, meglio usare un altro sistema) a rimuovere tutte quelle parti che possono essere danneggiate dal lavaggio, come la scala, le valvole, le parti in legno. Insomma meglio togliere tutto ciò che può essere tolto e pulito a parte. Poi ho proceduto a lavare con la doccia lo chassis, anche con l’aiuto di un pennello e di uno spazzolino, evitando di far andare l’acqua alle parti sottostanti e agli avvolgimenti del trasformatore. Quando lo chassis è pulito lo asciugo sommariamente con uno straccio, quindi una giornata al sole se in estate, o sul termosifone d’inverno, è sufficiente a eliminare l’umidità. Ho sentito qualcuno (mi pare in qualche forum americano) che dopo il lavaggio li mette in forno per qualche ora sui 50 gradi mi pare, ma non saprei dire di più (io ho pazienza e li lascio asciugare da soli).
Se il lavaggio non è fattibile allora pulisco lo chassis strofinandolo zona per zona con uno straccio inbevuto d’acqua finché non viene pulito, basta armarsi di pazienza. Se lo sporco è grasso e non solubile in acqua usare benzina rettificata (di quella che si usa per smacchiare e si vende tra i detersivi).
Per la ruggine ho letto di uno che usa l’acido fluoridrico diluito, ma anche in questo caso non ho esperienza personale. Se la ruggine è superficiale o localizzata in alcune aree, di solito lascio tutto come sta, al limite dò una carteggiatina e un po’ di Metalcrom solo nei punti rovinati, in un solo caso mi è capitato uno chassis con uno strato di ruggine tale da richiedere un intervento di riverniciatura: armato di pazienza ho carteggiato tutte le parti arrugginite e ho pitturato tutto il telaio con smalto color zinco metallizzato. L’ideale sarebbe ripristinare la zincatura, ma un’operazione simile richiede uno smontaggio totale dell’apparecchio. In America (probabilmente anche da noi) vendono dei prodotti per fare in casa delle piccole vere zincature, cromature e altre metallizzazioni elettrochimiche per cui si puo’ riparare solo i punti rovinati senza smontare tutto il telaio, il sito su cui le vendono è il solito www.tubesandmore.com, sotto radio repair, voce electroplating: il risultato finale è molto buono.
Spero di esser stato d’aiuto…

Sezione cerco/offro

Alessandro | 5 settembre 2006 21:44

Ho aggiunto, in alto a destra, una sezione Compro/Vendo, relativa a componenti o parti di radio che cerco, e ad alcuni apparecchi che offro per la vendita per riduzione della collezione o in quanto doppioni. Darci un’occhiata non costa nulla :-)

Sono state inoltre aggiunte alcune foto di altri apparecchi.

Nuove foto radio a valvole

Alessandro | 8 giugno 2006 22:19

Ho aggiunto alla galleria fotografica numerose radio della collezione. Data la crescita numerica dei modelli presenti, vi è una divisione per nazionalità (per ora, in particolare Italia, USA e Germania). Esempi (Philco 70):

Philco 70