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Museo Territoriale della Bassa Friulana (CID) – Torviscosa

Giovanni | 7 maggio 2006 14:50

Anche questa domenica siamo andati alla scoperta di luoghi meno noti al grande pubblico, ma pur sempre di notevole interesse. E anche quest’oggi, il tempo è stato d’aiuto.

Abbiamo infatti visitato a Torviscosa il Museo Territoriale della Bassa Friulana, ospitato nel complesso architettonico del CID (Centro Informazione Documentazione) di quella che allora era la città della chimica. Vi si narrano, con l’ausilio delle più moderne tecnologie multimediali ma non dimenticando reperti e testimonianze d’epoca, la storia della nascita di Torviscosa (unica delle città, sorte nelle zone di bonifica, fondate per iniziativa privata durante il ventennio fascista), del fondatore Franco Marinotti e dei rapporti col fascismo, le attività di produzione (cellulosa e viscosa: dalla coltivazione della canna si otteneva questo tessuto, ritenuto importante per le politiche autarchiche) e la grande industria che ha a lungo operato nel complesso industriale di Torviscosa: la SNIA Viscosa.

Ci è stato concesso di visitare anche il complesso industriale, in rigoroso stile razionalista tipico di quegli anni. Non vi sono più attività della Snia Viscosa, coinvolta nel declino della grande chimica italiana. La Snia invece vi è ancora presente; operano ancora la Caffaro, la Spin Srl (Gruppo Bracco, produttrice di mezzi di contrasto per la radiologia), la Sapio e la Edison. Quest’ultima sta ultimando la messa a punto di una grande centrale termoelettrica (turbogas, 800MW) a sostituire la esistente centrale termoelettrica (nafta-carbone-idrogeno, 40MW) che abbiamo potuto visitare, in funzionamento (con impianti di produzione italiana risalenti ai primi anni ‘60: Tecnomasio Italiano Brown Boveri, Franco Tosi, Ansaldo).

Con la fine delle produzione della viscosa, la cui industrializzazione si è resa non più economicamente conveniente (per i costi della materia prima e per il suo trasporto, che ha reso necessaria la produzione vicino alle foreste; per la diffusione di tessuti alternativi come il nylon; per i problemi di inquinamento che comportava; ecc.), molte zone del complesso industriale sono state dismesse e rimangono inutilizzate. Benché non alla grandiosità del passato che lo stabilimento lascia immaginare, permangono ancora altre produzioni chimiche ed energetiche.

È stato un interessante e istruttivo percorso delle radici di Torviscosa, una città nata in funzione della fabbrica.