Restauro autoradio d’epoca Autovox RA15/L per Lancia Aurelia B20

Pubblicato il Pubblicato in Radio d'epoca, Restauri Autoradio d'epoca, Restauri radio d'epoca

La riparazione di cui mi accingo a dare un resoconto è decisamente insolita: non capita tutti i giorni infatti di avere per le mani un’autoradio a valvole dei primissimi anni ’50, e per di più di fabbricazione italiana. Se aggiungiamo poi che la radio proviene direttamente dagli Stati Uniti attraverso una gloriosa Lancia Aurelia B20 Coupé, uscita dagli stabilimenti piemontesi nel 1952, probabilmente transitata in Francia o Canada (come testimoniato dalle valvole francesi che la radio montava) per qualche anno sino all’immatricolazione statunitense nel 1962 a Chicago, e finita nelle mani di un collezionista d’oltreoceano che negli ultimi 3 anni la ha amorosamente riportata in vita, be’… ritengo che la storia meriti di essere raccontata.

Mesi addietro fui contattato da un architetto statunitense e collezionista di Lancia storiche il quale, giunto a me tramite Radiomuseum e questa pagina web, mi chiedeva se potevo essergli in qualche modo di aiuto nel restauro della sua Lancia del 1952. Il lavoro era stato quasi ultimato, e puntualmente descritto nella sua pagina web www.lanciainfo.com,  tranne che per l’autoradio originale, un’Autovox RA15/L, la quale non era funzionante e versava in condizioni assai precarie, e per la cui riparazione si era rivolto a diversi tecnici i quali però avevano desistito dal portare a termine l’impresa: l’ultimo in particolare aveva detto che più andava avanti a riparare guasti, più ne trovava di nuovi. Dato che l’autoradio era già stata spedita da Chicago, senza successo, ad alcuni riparatori in California e nel Wisconsin, e non essendo a conoscenza di altre persone in grado di eseguire il restauro da quelle parti, dopo un’iniziale titubanza dovuta alle gravi in condizioni in cui, a giudicare dalle foto inviatemi, si trovava l’esemplare, convenni con il proprietario di tentare personalmente e di farmi spedire la radio per via aerea tramite corriere espresso.

Prima di parlare del restauro ritengo doveroso elencare alcune caratteristiche tecniche: la radio è un ricevitore supereterodina a 6 valvole (12BA6, 12BE6, 12BA6, 12AT6, 6AQ5, 6X4) con stadio amplificatore RF, a tre gamme d’onda (OM e 2xOC), alimentata ovviamente a 12 volt in corrente continua: per l’alimentazione ad alta tensione dell’anodica delle valvole è munita pertanto di un survoltore costituito da un inverter elettromeccanico detto “vibratore” che trasforma la tensione continua della batteria in alternata ad onda quadra, e da un trasformatore elevatore per alzare la tensione fino al valore necessario. Una valvola raddrizzatrice trasforma in continua la tensione in uscita dal trasformatore, per renderla adatta per alimentare le valvole. Grazie alla forma d’onda (quadra) la capacità di filtro non deve essere particolarmente grande, e infatti i condensatori di filtro sono alquanto piccoli.

La sintonia avviene mediante induttori variabili, azionati mediante la manopola sinistra. Già all’epoca si sentiva la necessità di non impegnare il conducente con la ricerca manuale delle stazioni, e infatti la radio è munita di tre tasti corrispondenti a tre stazioni memorizzate, il cui funzionamento avviene nel seguente modo: quando si preme il bottone un meccanismo svincola il dispositivo di sintonia (induttori variabili) dalla manopola di sintonia manuale, e porta tutto il dispositivo nella posizione corrispondente alla frequenza della stazione memorizzata, compreso l’indice della scala parlante.

La procedura di memorizzazione di una nuova stazione avviene nel seguente modo: all’interno di ciascun tasto è presente un pomello di ottone cromato che durante l’uso normale è completamente ritratto all’interno del tasto stesso. Qualora si volesse modificare la stazione presintonizzata associata al tasto è sufficiente premere a fondo il bottone associato (come se si volesse sintonizzare la stazione memorizzata), e premere la molla che si trova nella parte sottostante al tasto stesso. In tal modo il pomello in ottone fuoriesce verso l’esterno, e la sua rotazione permette di sintonizzare la nuova stazione esattamente come avviene con la sintonia manuale. Vennero prodotte ulteriori varianti del modello RA15, ad esempio per l’Alfa Romeo 1900 (modello RA15/A) e la Fiat 1400 (modello RA15/C), con evidenti differenze sul frontale; similmente, altri produttori avevano a listino autoradio per l’Aurelia, come la Condor S5/A. Nella nostra collezione abbiamo una Autovox RA39 per Lancia Appia, incredibilmente new old stock o avanzo di magazzino, anch’essa alquanto simile all’autoradio qui descritta.

All’arrivo del plico non vi furono particolari sorprese, se non che le condizioni erano ancora peggiori di quanto appariva dalle foto: lo chassis cromato era cosparso da abbondanti tracce di ruggine, i fili e le guarnizioni in gomma erano completamente rinsecchiti, il frontalino in materiale termoplastico ingiallito e crepato, segni dei lunghi anni in cui la vettura deve essere rimasta abbandonata alle intemperie e al caldo sole estivo. Ciò che più suscitava preoccupazione tuttavia erano i tre pulsanti posti sotto la scala di sintonia, corrispondenti alle tre stazioni che potevano esser memorizzate e selezionate rapidamente premendo uno dei tre bottoni: già all’epoca infatti si sentiva la necessità di non impegnare il conducente con la ricerca manuale delle stazioni. Tutti i tre tasti infatti presentavano rotture con grosse mancanze di pezzi, uno dei tre aveva addirittura la plastica sbriciolata: non si sfaldavano soltanto perché tenuti assieme dal meccanismo interno di presintonia.

Dato che il problema mi creava non poco stress decisi di affrontare per prima questa questione, lasciando ad un secondo momento la riparazione elettrica dell’apparecchio, di solito più “tranquilla”. Per riparare le lacune e le mancanze di materiale plastico mi serviva un prodotto che oltre a incollare i pezzi permettesse anche lo stoccaggio. Risolsi la questione usando la colla epossidica per unire le parti più grosse, e per dare stabilità meccanica al pezzo, riempiendo le falle e le parti mancanti con della vetroresina a due componenti contenente fibre di vetro, trovata in un negozio di vernici qui a Udine. Il colore del preparato è stato corretto mediante delle terre apposite comprate nello stesso negozio. Una volta essiccata, i pezzi sono stati limati e lucidati, fino ad ottenere l’effetto visibile nelle foto, in cui la riparazione è visibile soltanto da molto vicino. Una volta terminato il lavoro i tasti sono risultati stabili, robusti e perfettamente funzionanti, e sono stati rimessi al loro posto.

Di seguito si è proceduto alla riparazione elettrica: per prima cosa si è verificata la completezza dell’insieme e la continuità dei cablaggi: sostanzialmente le persone che ci avevano messo mano prima di me non avevano fatto danni, tuttavia tutte le connessioni (alimentazioni, cavi altoparlanti, antenna, ecc.) erano state recise, e il primo compito (non facile) è stato di ripristinarle con lo schema alla mano. Durante questo lavoro ho notato una finezza tecnica: la presenza di una controreazione che porta una parte del segnale dall’altoparlante alla valvola preamplificatrice.

Nei precedenti tentativi di restauro i principali punti critici, ovvero gli elettrolitici di filtro, e i condensatori di disaccoppiamento, placca-griglia erano già stati sostituiti, per cui il lavoro era in certo qual modo facilitato, per cui provai a dare tensione. All’uopo, dato che non disponevo di un alimentatore in grado di erogare una corrente così elevata, me ne costruii uno modificando un alimentatore switching di un comune personal computer dismesso (a richiesta fornirò i dettagli per le modifiche).

Le valvole si accesero immediatamente di un bel colore rosso-arancio, ma in altoparlante non si udiva alcunché. Verificata l’anodica notai che la tensione era nulla, per cui passai a verificare il vibratore asincrono, il quale, mi resi conto, era fin troppo silenzioso… Misurando con l’ohmetro la continuità ai suoi capi notai che era praticamente aperto, nonostante la bobina fosse perfettamente efficiente (potevo infatti sentirla “scattare prontamente” quando la alimentavo con 12 volt). Evidentemente i contatti si erano “cotti” durante i lunghi anni di attività. Decisi allora di tentare una riparazione di fortuna per poterlo utilizzare ed effettuare le prove, almeno in via provvisoria in attesa di reperire un ricambio. Riuscii ad aprirlo forzando il fondello in alluminio stampato: l’interno era completamente coibentato in gommapiuma di caucciù, la quale mi stordì con il suo odore di gomma invecchiata. Dopo aver pulito con la carta vetrata i contatti e aggiustato le distanze fra gli elettrodi per garantire il corretto funzionamento lo provai e, verificato il funzionamento lo richiusi. Nel frattempo ordinai su un noto sito statunitense un vibratore di ricambio allo stato solido, il quale, successivamente arrivatomi, si rivelò un prodotto molto valido.

Inserito nel circuito il pezzo riparato la radio rivelò subito la sua voce potente e la sua sensibilità e selettività. Il cammino a questo punto era in discesa: tentai di accordare le medie frequenze, ma l’operazione si rivelò impossibile in quanto i nuclei ferromagnetici erano stati sigillati in fabbrica con della vernice. L’ultimo lavoro fu una piccola sistemazione nella meccanica di sintonia, che era difettosa a causa di una rottura nel cilindro di bachelite delle bobine di sintonia: a un certo punto verso fine scala il nucleo magnetico dell’induttore variabile fuoriusciva e cadeva, e bisognava rimetterlo a mano nel cilindro. Sistemato anche questo problema, lubrificai il tutto, lucidai il telaio con del Metalcrom e le parti in plastica con della cera apposita. Una volta impostate le tre frequenze preferite comunicatemi dal proprietario nella selezione rapida a pulsanti della radio (negli Stati Uniti c’è ampia scelta di stazioni in onde medie), a questo punto la radio era pronta per essere rispedita al proprietario, dall’altra parte dell’Oceano, per ritrovare la sua compagna di tante corse per le strade del vecchio e del nuovo Mondo.


(photos of the car by courtesy of Geoffrey, www.lanciainfo.com)

Si ringrazia il sito Viva Lancia per la gradita recensione all’articolo.

20 pensieri su “Restauro autoradio d’epoca Autovox RA15/L per Lancia Aurelia B20

  1. salve,
    dispongo di un autoradio autovox RA10 per una fiat topolino ed avrei bisogno del cosiddetto vibratore per permetterne il funzionamento. vorrei possibilmente avere il nome del sito statunitense per ordinarne uno e se possibile anche lo schema di modfica dell’alimentatore per computer così da poterlo iniziare a provare.
    la ringrazio anticipatamente.
    mario

    Ciao Mario, il rivenditore si chiama “Antique Electronic Supply”, ed è accessibile al sito tubesandmore.com ; per le richieste di schemi di ogni genere chiedo l’invio di fotografie di buona qualità (non sfuocate, senza distorsioni prospettiche, ecc.) dell’apparecchio, per la pubblicazione su radiomuseum.org.

  2. ho un fiat 1100 E, ed avrei bisogno di un nuovo alimentatore per la autoradio condor; il mod.ultra plat del ing.Gallo G. Milano. non saprei altrimenti a chi rivolgermi, se potete aiutarmi grazie mille.

  3. sarebbe possibile reperire un’autoradio possibilmente con fm per una fiat 1100 special? era la macchina di mio nonno ed è stata restaurata di tutto punto.Vorrei dotarla di una radio dell’epoca

    Disponiamo delle autoradio Autovox per
    – Fiat 1100E (fino al 1953)
    – Fiat 1100/103 (1953-1960)
    – Fiat 1900
    – Lancia Appia I serie (apparecchio NOS – avanzo di magazzino)
    e molte altre. Restauro su richiesta.
    Se interessati potete scriverci all’email che trovate sotto il link “info/contatti”.

  4. bellissimo lavoro,complimenti per la sua passione.Potrebbe aiutarmi per trovare una radio per la fiat 1100 special del 1960 di mio nonno completamente restaurata?grazie Roberto

  5. Salve, possiedo un’autoradio Autovox Gemini 660, acquistata da mio padre, che ora purtroppo non c’è più, e montata sulla Lancia Beta 1.3 berlina.
    Ho restaurato la vettura per un ricordo affettivo e volevo montare la stessa autoradio, ma nonostante si accende, si illumina,seleziona le stazioni, non si sente.
    Potrebbe aiutarmi?
    Grazie
    Francesco.

  6. mi son fatto inviare delle foto del giradischi in questione, Zodyna”, modèle “RVB-1” de 1957 environ…e risulta che il modello non è questo ma bensi l’RTV-1!
    Però il signore francese dice che c’è una sola valvola, la PCL 82….può mandarmi o dirmi dove trovare lo schema elettrico?
    Gli serve perché non riesce a leggere correttamente alcuni valori di condensatori e resistenza, sta restaurando questo giradischi e…ultima domanda:
    Perché questo nome strano, Zodyna?
    Che cos’era?
    Grazie infinite
    Bruno
    Ferrara

    PS: se vuole le mando le foto di questo giradischi.

  7. salve,

    ho bisogno di far riparare la mia autoradio d’epoca, installata sul FIAT 1100D. Posso rivolgermi a Lei???

    grazie

    E.Zappacosta

  8. ho una autoradio autovox penso degli anni 50/60
    ancora con alimentazione a valvole 12 volt
    con onde medie corte e lunghe
    con ricerca stazioni elettronicamente
    ha quattro capicorda di uscita 1 2 3 4 (o morsetti)
    ci sono scritti i numeri
    dato che dobbiamo fare una esposizione di vecchie autoradio
    Vi pregherei se si possa sapere le connessioni
    2 erano per gli altoparlanti
    2 per alimentazione se ne necessario invio foto
    distintamente saluto e ringrazio

  9. Ho una autoradio Autovox Kanguro installata sulla mia Triumph Spitfire 1500 del 1976, l’apparecchio dovrebbe essere piu’ o meno della stessa epoca.
    La radio funziona benissimo mentre il riproduttore di cassette non funziona affatto. E’ possibile la sua riparazione?
    Grazie e cordiali saluti.

  10. Buon giorno!, interessante il ripristino dell’Autovox, io ne possiedo una simile come chassis, pero’ il frontalino e’di ottone cromato, la scala parlante e’ al centro in verticale,ed ai lati ha 4 manopole disposte a quadro, siccome come questa non ne ho viste, vorrei sapere di che nodello si tratta, e se e’vero, che oltre a questa unita’, dovrebbe averne un’altra (trasformatore a parte) staccato per funzionare? grazie!! a Presto Antonio.

  11. Buongiorno,
    io ho il medesimo problema su una mia autoradio. Mi potrebbe cortesemente indicare il link del sito americano che cita?
    Esiste magari qualche schema on-line da poter impiegare per un’autocostruzione?
    Grazie, cordiali saluti.

  12. Cerco il frontalino grigio completo di manopole per un autoradio AUTOVOX mod. RA 106 : Grazie e cordiali saluti.

  13. devo riparare un’Autovox Piper sapete consigliarmi qualcuno possibilmente in lombardia che possiede dei ricambi ?

  14. Per caso non si ricorda il valore dei condensatori ceramici che si trovano nella parte sotto (rettangolari della mial)?
    Anch’io ho il problema di ricostruire una parte della mascherina (i supporti con i bulloni che si vanno ad incastrare nel
    corpo in ferro): va bene qualsiasi colla bi componente o serve una marca in particolare?
    Ho documentazione relativa ad autovox RA2 e RA7, se le dovesse servire per un restauro mi faccia sapere

    Salve,
    sfortunatamente non ricordo più di quali condensatori parla; se non ce l’ha, in ogni caso, su radiomuseum c’è lo schema e posso procurarmelo.
    Per la ricostruzione personalmente ho utilizzato una vetroresina bicomponente, con fibre di vetro, reperita in ferramenta. Poiché si era seccata nel frattempo e quindi l’ho gettata via, non sarei in grado di dirle la marca – ma penso che un prodotto simile sia adeguato.

    Per quanto riguarda la documentazione sulle altre due autovox, dispongo soltanto degli schemi. Se avesse ulteriore documentazione, avrei piacere di pubblicarla su Radiomuseum.

  15. Disponiamo delle autoradio Autovox per
    – Fiat 1100E (fino al 1953)
    – Fiat 1100/103 (1953-1960)
    – Fiat 1900
    – Lancia Appia I serie (apparecchio NOS – avanzo di magazzino)
    e molte altre. Restauro su richiesta.
    Se interessati potete scriverci all’email che trovate sotto il link “info/contatti”.

  16. Ammiro la sua esperienza su le autoradio d’epoca e le sarei grato se potesse aiutarmi.
    Ho trovato una Autovox RA 104/E e dalla scala presumo sia solo ad onde medie.
    Potrei sapere in che anni è stata prodotta?
    Su Qattroruote del novembre 1966 ho trovato della pubblicità con relativi prezzi ma ci sono i modelli RA 114; RA 163/164; RA 171 ecc.
    ma non il RA 104/E è forse precedente?
    Cordiali saluti.

    Salve, se ci manda le foto dettagliate e nitide dell’apparecchio possiamo creare una scheda su radiomuseum con i dati in nostro possesso.

  17. Buongiorno,
    vorrei sapere se effettua restauri su autoradio Blaupunkt Köln del 1958 e come fare per avere un preventivo.
    Grazie
    Pietro

  18. Sono in posseso di una autoradio autovox om oc e non riesco a trovarne una uguale, nonostante le ricerche, a chi posso fare vedere una foto in modo di risalire al modello?

    Salve,
    ha già provato il sito Radiomuseum.org? Ricercando con l’opzione “galleria fotografica” dovrebbe poter risalire al modello in suo possesso. Qualora non avesse trovato il suo modello, può inviarci delle foto nitide e dettagliate all’indirizzo che trova nella pagina “Info e contatti”.

  19. Salve, complimenti per la sua attività, mi è stato regalato un autoradio AUTOVOX PIPER RC 242 , ho scoperto che in originariamente aveva l’estraibile, io abito in provincia di Torino , dove posso recuperare un adattatore per l’alimentazione e uscita dell’autoparlante ?
    Grazie per adesso, cordiali saluti.

    Buongiorno,
    di tanto in tanto si trova sugli annunci o sulle aste online. Il mio suggerimento è di tenere d’occhio le stesse e di fare alcune inserzioni per la ricerca della stessa.

Rispondi