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Radio RCA R7 “Superette”

 | 1 febbraio 2017 16:00

L’apparecchio qui presentato è il famoso RCA R7 “Superette”, radio prodotta nel 1931-1932 dalla grande casa americana Radio Corporation of America (RCA), e commercializzata anche in Italia dalla Compagnia Generale di Elettricità (CGE) di Milano.

Come recitava la pubblicità dell’epoca, questa è la più piccola “grande” radio: infatti le sue caratteristiche non la fanno per nulla invidiare le grandi e potenti radio a console dell’epoca, dotate di numerose valvole e di poderosi altoparlanti. La radio in questione, infatti, ha tutte le caratteristiche di una radio a console, pur essendo contenuta in un mobiletto da tavolo (soprammobile). Monta infatti ben 8 valvole, tra cui un push-pull finale di due 45 che pilotano un enorme altoparlante in grado di generare un volume sonoro veramente sorprendente. A dispetto delle dimensioni, quindi, la radio ha un peso notevole. Dal punto di vista elettronico, si tratta di una supereterodina con frequenza intermedia di 175 kHz dotata di oscillatore a triodo separato (UX227), e di stadio amplificatore a radiofrequenza. Da notare che questo modello è sprovvisto di controllo automatico di volume, di conseguenza se ci si sintonizza su un’emmittente debole e poi si passa ad un’emittente forte, quest’ultima verrà ricevuta ad un volume fortissimo. Per ovviare a questo inconveniente, la RCA introdusse nei modelli successivi (RCA Victor Superette R8, descritta in un precedente restauro) una valvola per il controllo automatico di volume, eliminando però una delle due valvole finali per mantenere lo stesso chassis ad 8 valvole (e riducendo di conseguenza la potenza d’uscita). Come si è detto, dunque, la radio è dotata di notevole potenza, sensibilità e selettività, e funziona bene anche con poca antenna.

La riparazione è consistita solamente nella sostituzione dei condensatori elettrolitici dell’alimentazione, incredibilmente tutti gli altri condensatori a carta sono stati lasciati al loro posto in quanto ancora efficienti. Di conseguenza, l’aspetto sottostante lo chassis appare intatto quasi come uscito di fabbrica, se non per la sostituzione di alcuni fili avvenuta in qualche riparazione nel corso degli anni (come si può vedere dalla foto).