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Restauro Radio RCA Radiola 60

 | 1 agosto 2017 07:30

L’apparecchio proposto è senza dubbio una delle radio più ambite dai collezionisti di tutto il mondo: si tratta della famosa Radiola 60 prodotta nel 1928 dalla grande casa americana Radio Corporation of America (RCA), e commercializzata anch’essa in Italia dalla Compagnia Generale di Elettricità (CGE) di Milano come per le Superette R7 e R8.

Questo modello segnò una pietra miliare nell’evoluzione della radio, in quanto fu il primo ricevitore supereterodina alimentato direttamente dalla rete elettrica a corrente alternata.

Dal punto di vista circuitale la radio monta ben 9 valvole, di cui 7 triodi a riscaldamento indiretto (UX-227), un triodo finale a riscaldamento diretto (UX-271), un doppio diodo raddrizzatore (UX-280). La realizzazione del circuito è suddivisa in due chassis, uno relativo all’alimentazione e comprendente il trasformatore, i diodi, due grossi reattori di filtro e vari condensatori di livellamento; l’altro chassis costituisce il ricevitore vero e proprio, comprendendo la sezione a radiofrequenza, a media frequenza e ad audiofrequenza. Questa struttura, con l’alimentazione separata dal ricevitore, richiama i più antichi ricevitori, in cui l’alimentazione veniva affidata a batterie o ad alimentatori esterni.

Esteticamente e meccanicamente questo modello può apparire simile ai più vecchi Radiola 17 e 18, che furono tra i primissimi apparecchi alimentati a corrente alternata, ma la vera innovazione della Radiola 60 fu quella di utilizzare un principio di ricezione a supereterodina, brevettato appena dieci anni prima da Edwin Armstrong negli USA e da Lucien Lévy in Francia.

L’esemplare qui presentato è stato completamente restaurato nel mobile e nell’elettronica: esternamente, dopo il restauro (il mobile si era rotto e “aperto”), si presenta in eccellenti condizioni, con il legno tirato a lucido, i fregi in lega di alluminio senza tracce di ossido, e persino con i quattro piedi in cartapesta dorata incredibilmente integri.
Anche internamente si presenta molto bene, con i due chassis puliti e praticamente privi di ruggine, e lucidati a cera.
Elettricamente la riparazione è consistita solamente nella sostituzione del variabile deformato (abbiamo fortunosamente reperito un ricambio originale dagli Stati Uniti) e di alcuni condensatori dell’alimentazione, che risultavano fortemente in perdita, sovraccaricando la valvola raddrizzatrice e compromettendo la corretta polarizzazione delle valvole; tutti i componenti originali sono stati comunque lasciati al loro posto, ma scollegati, per non compromettere la completa originalità della radio.
Conserva ancora il cavo di alimentazione originale in tela e la relativa spina in bachelite.

Per l’ascolto, necessita di un altoparlante esterno ad alta impedenza e i normali collegamenti di antenna e terra. In questo caso, la radio è accompagnata dal relativo altoparlante floreale RCA 103 Speaker. Dopo il restauro, la radio risulta perfettamente funzionante su tutta la gamma delle onde medie, con qualità audio sorprendente se si considera che risale agli anni 20.

Radio RCA R7 “Superette”

 | 1 febbraio 2017 16:00

L’apparecchio qui presentato è il famoso RCA R7 “Superette”, radio prodotta nel 1931-1932 dalla grande casa americana Radio Corporation of America (RCA), e commercializzata anche in Italia dalla Compagnia Generale di Elettricità (CGE) di Milano.

Come recitava la pubblicità dell’epoca, questa è la più piccola “grande” radio: infatti le sue caratteristiche non la fanno per nulla invidiare le grandi e potenti radio a console dell’epoca, dotate di numerose valvole e di poderosi altoparlanti. La radio in questione, infatti, ha tutte le caratteristiche di una radio a console, pur essendo contenuta in un mobiletto da tavolo (soprammobile). Monta infatti ben 8 valvole, tra cui un push-pull finale di due 45 che pilotano un enorme altoparlante in grado di generare un volume sonoro veramente sorprendente. A dispetto delle dimensioni, quindi, la radio ha un peso notevole. Dal punto di vista elettronico, si tratta di una supereterodina con frequenza intermedia di 175 kHz dotata di oscillatore a triodo separato (UX227), e di stadio amplificatore a radiofrequenza. Da notare che questo modello è sprovvisto di controllo automatico di volume, di conseguenza se ci si sintonizza su un’emmittente debole e poi si passa ad un’emittente forte, quest’ultima verrà ricevuta ad un volume fortissimo. Per ovviare a questo inconveniente, la RCA introdusse nei modelli successivi (RCA Victor Superette R8, descritta in un precedente restauro) una valvola per il controllo automatico di volume, eliminando però una delle due valvole finali per mantenere lo stesso chassis ad 8 valvole (e riducendo di conseguenza la potenza d’uscita). Come si è detto, dunque, la radio è dotata di notevole potenza, sensibilità e selettività, e funziona bene anche con poca antenna.

La riparazione è consistita solamente nella sostituzione dei condensatori elettrolitici dell’alimentazione, incredibilmente tutti gli altri condensatori a carta sono stati lasciati al loro posto in quanto ancora efficienti. Di conseguenza, l’aspetto sottostante lo chassis appare intatto quasi come uscito di fabbrica, se non per la sostituzione di alcuni fili avvenuta in qualche riparazione nel corso degli anni (come si può vedere dalla foto).