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Radio Saba Meersburg Automatic 8

 | 3 gennaio 2014 23:41

Recentemente mio fratello, il quale pur non essendo un tecnico condivide con me l’interesse per l’elettronica e il vintage, mi aveva fatto richiesta di avere una radio a valvole funzionante da poter utilizzare normalmente in casa, e a tal fine cercava un apparecchio affidabile, ben suonante, e che soprattutto suscitasse l’attenzione degli eventuali ospiti per qualche caratteristica “particolare”.

Dopo una breve confronto, ci siamo orientati sugli apparecchi tedeschi degli anni 50, i quali mostrano tutte le caratteristiche richieste, erano dotati di banda FM, erano tecnologicamente i più avanzati sul mercato (ricordiamo che negli USA il mercato si era focalizzato sulla televisione, e la produzione americana di radio si era appiattita su ricevitori principalmente economici e standardizzati), e, in particolare i modelli di alta gamma, erano provvisti di circuiti audio raffinati, con veri controlli di tono, retroazione in bassa frequenza, altoparlanti di qualità, sistemi audio “tridimensionale”, sistemi di altoparlanti a più vie, spesso con tweeter elettrostatici, e per finire, verso la fine dei ’50 a seguire, la stereofonia.
Per contro il design mostrava poca fantasia, e i mobili erano tutti molto simili tra loro. Si imponeva quindi di trovare un prodotto che si distinguesse per qualche peculiarità.

Radio Saba Freiburg 7 Automatic

Radio Saba Freiburg 7 Automatic

Avendo già in collezione una Saba Freiburg Automatic 7, abbiamo pensato di scegliere un modello simile. Con una ricerca sui mercatini online abbiamo portato a casa una SABA Meersburg – Automatic 8 di proprietà di un collezionista della Renania-Palatinato, anch’egli socio di Radiomuseum, che con l’occasione ci ha cortesemente mostrato la propria collezione di TV, radio e auto d’epoca. Questa radio è dotata di un dispositivo tecnico che doveva sembrare fantascientifico per l’epoca, ovvero la ricerca automatica delle stazioni. Esattamente come avviene nei ricevitori odierni. Questi ultimi lavorano con un PLL, mentre qui è tutto analogico e a valvole! La radio ha ben 10 valvole più raddrizzatore al selenio: queste caratteristiche, unite alle buone proprietà acustiche dovute ai famosi altoparlanti “Greencone” con magnete in AlNiCo (alluminio, nichel, cobalto) fanno sì che questa radio sia abbastanza quotata rispetto ad altre radio tedesche del periodo.

Radio Saba Meersburg Automatic 8

Prima di descrivere il lavoro che ha riportato il nostro esemplare alla piena funzionalità, mi pare doveroso fare una breve carrellata delle caratteristiche tecniche: dal punto di vista puramente radiotecnico, si tratta di un ricevitore supereterodina atto alla ricezione delle onde lunghe, medie e corte (queste ultime non sono suddivise in sottobande) e alla modulazione di frequenza (88 – 100 MHz; purtroppo non arriva ai 108 in quanto presumibilmente all’epoca non era concesso l’utilizzo della parte alta della banda in Europa).

Ai due tipi di modulazione corrispondono due distinti indici sulla scala, i cui movimenti sono indipendenti. Dato che la manopola di sintonia è unica (e connessa al motore di sintonia automatica), un sistema di frizioni commuta i movimenti dei due indici quando si preme il tasto FM oppure uno dei tasti delle tre bande AM.
Sono presenti tre stadi di media frequenza per la modulazione di ampiezza e quattro per la modulazione di frequenza. Già a questo punto possiamo notare come la Saba si evidenziasse rispetto alle altre case: nei trasformatori a frequenza intermedia, oltre alla messa in accordo, è possibile registrare mediante apposite viti anche il mutuo accoppiamento delle bobine, regolando così la curva di selettività per permettere di ottenere la massima selettività dal ricevitore senza andare a compromettere la banda passante, che si tradurrebbe in un taglio delle frequenze audio più alte. Si tratta di una soluzione che è rarissimo trovare in apparecchi civili e che attesta la maniacalità con cui sono stati progettati questi dispositivi (e che purtroppo ne complica enormemente la messa a punto).

L’apparecchio è dotato di dipolo interno per la ricezione delle FM, che viene usato anche come antenna interna per onde corte. La costruzione è così accurata che è presente uno “stub” costituito da uno spezzone di piattina di antenna, posto nel punto in cui il dipolo, costituito da due fogli di alluminio incollati al mobile, si collega nella parte alta del mobile con la linea di trasmissione, costituita dalla piattina a 300 ohm. Questo al fine di adattare l’impedenza dell’antenna alla linea di trasmissione. (All’occhio inesperto potrebbe sembrare uno spezzone di piattina dimenticata lì, e, dato che in alcuni casi può trovarsi cortocircuitata, qualcuno sovente ha pensato bene di rimuoverla…)

Per le onde e medie e lunghe è presente un’antenna interna in ferrite orientabile, il cui movimento è azionato mediante una cordicella metallica dalla manopola coassiale al controllo di volume. Un complesso sistema di contatti permette di commutare un’altra bobina quando si utilizza un’antenna esterna, e di accendere una lampadina (posta dietro al logo della Casa) quando l’antenna orientabile è utilizzata.

La demodulazione del segnale è il classico demodulatore di inviluppo per le AM e il rivelatore a rapporto per la FM, in questo caso sono usati due diodi a stato solido. È presente il controllo automatico di frequenza, che però fa parte della sintonia automatica e ne parleremo in seguito.

La sezione audio frequenza consta di un pentodo pre e di una finale single ended EL84. Il controllo di volume è di tipo “fisiologico”, sono presenti due regolazioni dei toni, rispettivamente alti e bassi, nonché due “equalizzazioni” distinte denominate “parlato” e “musica” (Sprache e Musik), che sono selezionati da tasti sul frontale. Dato il notevole numero di contatti che vengono commutati, questi controlli sono comandati tramite relè, anziché direttamente dai tasti.

Per concludere, in uscita abbiamo 4 altoparlanti, di cui due per i toni medio bassi e due “tweeter”. Un commutatore permette di selezionare l’utilizzo degli altoparlanti interni, esterni, o entrambi, regolando l’impedenza di conseguenza.

Per il servizio radiotecnico, la Saba aveva previsto un connettore standard (un portavalvola miniatura a 7 pin) dove erano portati tutti i test point necessari per la riaparazione e l’allineamento, che risulta molto comodo data l’enorme complessità.

Aggiungo inoltre che un sistema di “muting” che agisce sul circuito del Controllo Automatico di Volume silenzia la radio ogni volta che si interviene su qualsiasi comando, per evitare fastidiosi rumori durante la pressione dei tasti o durante la ricerca automatica.

Per quanto riguarda il funzionamento della sintonia automatica, come detto esso agisce tramite un motore a induzione a corrente alternata a 220V. Uno dei due avvolgimenti è connesso alla rete a 220V tramite un grosso condensatore. Per capire come viene pilotato il secondo avvolgimento, che è quello che determina il verso di rotazione e quindi la sintonia automatica, possiamo dire che esso utilizza il segnale a media frequenza (IF): tale segnale è forte quando la stazione è sintonizzata, e tende a decrescere spostandosi fuori sintonia. (La curva con cui decresce tale segnale è data dalla curva di selettività della catena dei filtri, o trasformatori, di media frequenza.)

Il segnale IF viene dunque prelevato dove è più potente, ossia al primario dell’ultimo trasformatore di media frequenza, e viene modulato con il segnale di rete a 50Hz mediante una valvola. Successivamente, questo segnale IF, che ricordiamo, ha una frequenza di 460 kHz per le AM e di 10.7 MHz per le FM, viene rivelato. Quello che abbiamo in uscita è un segnale a 50 Hz la cui ampiezza e fase varia al variare della sintonia. Questo segnale viene amplificato da una valvola e inviato al secondo avvolgimento del motore. Quando la stazione è sintonizzata i segnali sui due avvolgimenti sono in fase e il motore sta fermo. Quando si cerca di desintonizzare, i due segnali sono sfasati e il motore gira, nella direzione che tende a ridurre lo sfasamento reciproco, ovvero quella che porta alla perfetta sintonia.

Come si può intuire, un minimo disallineamento o difetto nel circuito porta ad un non prefetto funzionamento del sistema: può succedere per esempio che la ricerca avvenga meglio in una direzione che nell’altra. Dato che i cicuiti sono tutti doppi (AM e FM sono distinti), mettere mani è laboriosissimo anche seguendo i manuali, senza è meglio neppure provarvi. Si raccomanda inoltre di risolvere prima i problemi al circuito (es: valvole esaurite e condensatori in perdita) e poi procedere eventualmente all’allineamento, e solo nel caso in cui il problema sia davvero evidente e importante. Un errore potrebbe essere fatale per l’apparecchio.

La ricerca della stazione avviene mediante una levetta presente sul frontale nella parte bassa. Spostando leggermente di lato la leva, entra in azione un relè che mantiene la leva spostata e contemporaneamente aziona il motore finché non viene trovata una nuova stazione. A quel punto la leva si rilascia e il motore si ferma. Spostando ulteriormente la leva il motore è in presa diretta e permette di spostare velocemente l’indice lungo la scala. È da notare che il motore è sempre in presa, quindi quando la sintonia automatica è accesa, la manopola vibra e “segue” continuamente la stazione per mantenere la sintonia. Il motore quindi diventa caldo e la cosa è normalissima. Se si preferisce si può escluderlo mediante apposito tasto, in tal caso la sintonia diventa manuale.

Venendo alla riparazione, la radio era già funzionante, ma il controllo di volume non funzionava. Dato che il controllo è di tipo fisiologico, trovare un ricambio era impossibile, così sono stato costretto a smontare il potenziometro e ripararlo. Era stato evidentemente forzato oltre il finecorsa ed era spaccato, con un po’ di colla epossidica bicomponente lo ho pazientemente ricomposto.

Il secondo problema era dovuto all’ossidazione dei contatti: dato che la radio ne ha diverse decine, i malfunzionamenti erano generalizzati, mi sono quindi armato di pazienza e, dopo aver pulito accuratamente il telaio con un straccio imbevuto di SOLA ACQUA, ho pulito tutti i contatti con uno straccetto imbevuto di prodotto apposito. Da notare: il telaio e la vernice bianca dietro la scala vengono via solo a guardarli: pulirli solo con acqua e senza strofinare troppo. Purtroppo anche il semplice spray per potenziometri rischia di asportare la vernice.

Successivamente ho proceduto alla sostituzione delle valvole esaurite e dei condensatori più critici (cioè quelli che disaccoppiano un ramo a bassa tensione e alta impedenza, da un ramo ad alta tensione), quelli chiaramente guasti e quelli del motore (nota per i riparatori: quello grosso in alluminio da 0.4 di solito è OK, mentre quello grosso a carta è in perdita), comunque cercando di lasciare gli originali in loco. (Secondo me se uno cambia tutti i componenti “a prescindere” farebbe meglio ad andare a comprarsi una radio nuova e cambiare hobby).

Anche la semplice pulizia e lubrificazione degli innumerevoli movimenti e meccanismi è un lavoro lungo e certosino.

Per finire, dato che la sintonia automatica funzionava meglio in una direzione rispetto che all’altra, e la manopola “ballava” al ritmo di musica, ho provato ad allineare il sistema di sintonia automatica seguendo le indicazioni del manuale di servizio. Esperienza che non auguro a nessuno, anche perché prima è necessario allineare tutto il resto.

Alla fine comunque il risultato è spettacolare e il funzionamento sorprendente anche a distanza di tanti anni e per persone ormai smaliziate nei confronti della tecnologia, ed ora la radio troneggia a casa del mio congiunto dove, mi si dice, è spesso oggetto di ammirazione.